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Pillola contraccettiva gratis: come quando e perché

Hai sentito parlare di pillola contraccettiva gratis per tutte le donne e ne vuoi sapere di più. Lo scorso 22 aprile, giornata nazionale per la salute della donna, Giovanna Scroccaro, la Presidente del Comitato Prezzi e Rimborsi dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), ha dichiarato che la pillola contraccettiva sarebbe diventata a carico dello Stato (non è gratis, la pagano tutti i cittadini tramite le tasse). Questa notizia è stata accolta con grande gioia, soprattutto dalle donne che già utilizzano la pillola (come contraccettivo o per motivi medici) e che ora si stanno chiedendo se questa decisione riguarderà anche loro. È probabile di no per molte di loro per vari motivi che andrò ad elencare.

pillola contraccettiva gratis
Immagine di Freepik

L’annuncio riguarda il fatto che la pillola cambierebbe fascia di prescrivibilità, passando da farmaco di fascia C (a totale carico del cittadino) a farmaco di fascia A (prescrivibile su ricetta del Sistema Sanitario Nazionale).  Questa sarebbe un’ottima notizia: basterà richiedere la ricetta al medico di base o allo specialista ospedaliero per averla dispensata gratuitamente in farmacia.

Ma c’è un ma. È in corso un rimpasto dei vertici di AIFA, che prevede una riforma sostanziale entro l’estate, facendone un organismo più sotto il controllo del governo. Le persone che si troveranno a decidere nel prossimo CDA (Consiglio di Amministrazione) previsto per maggio potrebbero non essere le stesse che hanno preso questa decisione, che rischia di essere rimandata, modificata o peggio ancora ritirata. Il costo per le casse dello Stato è stimato in circa 140 milioni l’anno, non proprio trascurabile per una Sanità Nazionale già in affanno in molte Regioni. La decisione, se confermata, diventerà effettiva dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Proviamo però per un attimo a essere ottimisti e a pensare che questa decisione vada a buon fine. Cosa cambierebbe in sostanza? Passerebbero in fascia A i contraccettivi meno costosi e meno moderni, per lo meno uno per categoria, per esempio un estroprogestinico di 2° e di 3° generazione, un progestinico, forse anche l’anello e il cerotto. Lo Stato dovrà contrattare con le case farmaceutiche il prezzo (che non è lo stesso del prezzo di vendita al pubblico), già questo motivo rischia di prolungare i tempi di attesa. Una pillola che non ha un generico e che costa sui 20 euro di sicuro non verrà passata dal SSN, per esempio gli estroprogestinici a basso dosaggio antiandrogenici, che spesso si usano nelle giovanissime con acne, ipertricosi, sindrome dell’ovaio policistico.

La decisione non riguarda il dienogest, farmaco specifico per l’endometriosi e non contraccettivo (come da foglietto illustrativo). Forse valeva la pena fare un piccolo investimento (12 euro al mese il costo del generico) per ridurre le molte spese che devono affrontare le persone con endometriosi.

Sarebbe stato utile investire sui LARC (Long-Active Reversible Contraception), i contraccettivi di lunga durata, come la spirale, per garantire una contraccezione sicura e duratura a chi non vuole figli (per alcuni anni o mai in generale) o chi ha completato la famiglia. La spesa per la spirale può essere di alcune centinaia di euro, ma che si spalmano per un periodo fino a 5-8 anni di contraccezione sicura.

Purtroppo invece sono esclusi i dispositivi contraccettivi intrauterini (le spirali), l’impianto sottocutaneo e la contraccezione di barriera (preservativi). Si passa quindi anche il messaggio che in fin dei conti, è la donna che si deve occupare della contraccezione e quindi deve sopportare gli effetti collaterali dei farmaci ormonali.

Inoltre si escludono le persone trans (vale a dire le persone che non si riconoscono nel sesso assegnato alla nascita) con rettifica dei documenti già avvenuta. Un uomo trans che avesse bisogno di un contraccettivo, non avrebbe diritto al farmaco gratuito.

La questione vasectomia rimane a oggi un tabù culturale: l’intervento (in anestesia locale e senza effetti collaterali a distanza) non viene passato dal SSN, tranne in rarissimi casi. Una mia paziente e suo marito si sono informati dal medico: si sono sentiti rispondere che anche se hanno 2 bambini e non ne desiderano altri, chi gli dice che un giorno lui non si prenda una moglie più giovane (!!!). Insomma, parlare di controllo della fertilità maschile resta un tabù e l’idea del “pillolo” non è ancora una realtà concreta, sebbene ci siano alcuni farmaci promettenti.

Tornando alla pillola ormonale, che impatto potrebbe avere la decisione di renderla gratuita sulla vita delle persone? Molte donne potranno avere un accesso più rapido al contraccettivo più efficace e risparmiare fino a 120-150 euro l’anno. Questo vuol dire avere anche accesso ai benefici non contraccettivi della pillola, in termini di preservazione della fertilità, prevenzione di cisti ovariche e controllo di squilibri ormonali, ma aumentando il numero di effetti collaterali ed eventi avversi. Una decisione di questo tipo dovrebbe comunque essere accompagnata da interventi di educazione sessuale e sanitaria, già a partire per lo meno dalla scuola media. La pillola, pur essendo il metodo più sicuro, è ancora poco utilizzata dalle donne italiane, che ne temono possibili effetti avversi, come l’aumento di peso, la ritenzione idrica, gli effetti sull’umore e sul desiderio sessuale.

Ascolta la puntata del podcast Sesso e volentieri dove si parla di contraccettivi ormonali, tra benefici e rischi di salute.

https://www.ilsole24ore.com/art/l-ok-pillola-contraccettiva-gratis-slitta-maggio-ma-c-e-l-incognita-nuova-aifa-AEQfsjMD

https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2023/04/26/pillola-gratis-aifa-ora-frena-le-mani-del-governo-sullagenzia-del-farmaco/7141830/

https://www.huffingtonpost.it/politica/2023/04/26/news/aifa_riforma_governo_meloni_direttore_generale_commissioni_pillola_anticoncezionale-11928759/

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