Ginecologa Firenze Ginecologo Firenze non obiettore | Valentina Pontello Medica Chirurga Ginecologa Fitoterapeuta Counsellor Consulente in sessualità tipica e atipica | Gravidanza, Ecografia ostetrica di II e III livello, Ginecologia infanzia e adolescenza, problematiche ormonali dall'infanzia all'età matura, Medicina integrativa, Endometriosi, Dolore sessuale | Esperienza lavorativa a Londra we speak English | Prenota una visita chiamando Futura 055210455 (banner verde)
Endometriosi

L’endometriosi è causata da un batterio?

La notizia che l’endometriosi è causata da un batterio è vera?

Nel giugno 2023 un gruppo di ricercatori giapponesi ha pubblicato un articolo riguardo alla possibile associazione tra un batterio, Fusobacterium, e lo sviluppo di endometriosi. Nella donna, il fusobacterium è stato riscontrato a livello endometriale uterino nel 64% di 79 pazienti con endometriosi e in meno del 10% di 76 soggetti senza endometriosi. L’analisi in vitro mostra che il Fusobacterium attiva alcuni geni nei fibroblasti endometriali (TGF-beta, che è una citochina proinfiammatoria) favorendone così la migrazione e l’invasività in vitro. I fibroblasti sono cellule che fanno parte dello stroma, cioè del tessuto che tiene insieme le ghiandole. Nel modello animale, l’inoculazione di Fusobacterium si associa a lesioni più estese, mentre la terapia antibiotica sembra ridurle. Per indurre l’endometriosi in questo modello sperimentale viene chiusa la vagina del topo femmina per forzare il reflusso mestruale verso l’addome.

immagine di Freepik

Cosa significa in pratica?

Questa ricerca si basa sulla teoria del reflusso mestruale come causa di endometriosi. Si tratta di una teoria di interesse storico (Sampson la ideò circa 100 anni fa), che non spiega tutti i casi di endometriosi. In particolare non spiega lesioni in sedi atipiche (naso, cute, cervello), in donne che non hanno ancora avuto il menarca o che sono nate senza utero (sindrome di Rokitansky). Inoltre, l’endometriosi è una patologia multiforme e con espressioni variegate (cisti ovariche, aderenze, noduli di endometriosi profonda). Quindi, in questo caso il batterio in questione (o in generale una alterazione del microbiota endometriale) sarebbe in grado di rendere il tessuto endometriale più adesivo e invasivo quando si trovi in sede anomala e forse spiegare alcuni casi di endometriosi, ma non tutti.

Limiti della ricerca

La ricerca ha un campione molto limitato (79 donne di una popolazione specifica, giapponese), e non spiega perché: se il 64% delle donne con endometriosi ha il batterio, l’altro 36% non ce l’ha, e nei controlli “sani” il 10% ha il batterio ma non l’endometriosi. Non è quindi sicuramente la causa unica, ma in qualche modo potrebbe essere uno dei tanti fattori predisponenti. I batteri che popolano il nostro corpo (“microbiota”) interagiscono a più livelli con il sistema immunitario e questo può spiegare la correlazione con vari tipi di patologie, da quelle metaboliche a quelle di tipo ormonale. Il più studiato è il microbiota intestinale e anche questo risulta alterato nei casi di endometriosi. Per avere una popolazione microbica più favorevole si può intervenire adottando uno stile alimentare antiinfiammatorio ed evitando le abitudini dannose per il nostro corpo, tra cui il fumo e l’abuso alcolico.

Posso sapere se ho il Fusobacterium?

Il microbiota endometriale si può testare con un esame più invasivo di un normale tampone cervicale, che costa alcune centinaia di euro e che viene prescritto nel caso di alcuni percorsi per infertilità femminile. Al momento le evidenze scientifiche non sono così forti da consigliare a tappeto questo tipo di test. Nel caso di un risultato alterato, si interviene con cure di lattobacilli per via vaginale, mentre l’antibiotico viene prescritto in casi selezionati.

L’endometriosi in futuro si curerà con l’antibiotico?

No. Nella ricerca in esame l’antibiotico veniva dato al momento dell’inoculazione del germe nel topo, quindi temporalmente vicino all’induzione sperimentale dell’endometriosi. La ricerca non ci dice che le donne partecipanti allo studio erano state trattate con antibiotico e di conseguenza le loro cisti ovariche si erano ridotte. Essendoci un ritardo diagnostico medio in Italia di 11 anni, se anche l’endometriosi fosse innescata da un batterio, al momento della diagnosi quel batterio verosimilmente non sarà più lì. Tra l’altro, le terapie antibiotiche vengono somministrate per svariati motivi, spesso anche senza un reale bisogno. E ciò nonostante, una donna su 9 soffre di endometriosi. Dovremo aspettare quindi dati da studi più ampi per confermare questa possibile correlazione tra il batterio e lo sviluppo di endometriosi.

Se ne vuoi sapere di più sull’endometriosi, segui il mio profilo Instagram e acquista il mio libro “Endometriosi: come curarsi con la medicina integrativa”. Trovi il mio podcast sull’endometriosi “Endopodcast” su tutte le piattaforme gratuite (ascolta la playlist sotto).

Bibliografia

Muraoka A, Suzuki M, Hamaguchi T, Watanabe S, Iijima K, Murofushi Y, Shinjo K, Osuka S, Hariyama Y, Ito M, Ohno K, Kiyono T, Kyo S, Iwase A, Kikkawa F, Kajiyama H, Kondo Y. Fusobacterium infection facilitates the development of endometriosis through the phenotypic transition of endometrial fibroblasts. Sci Transl Med. 2023 Jun 14;15(700):eadd1531. doi: 10.1126/scitranslmed.add1531. Epub 2023 Jun 14. PMID: 37315109.

Pagine correlate: Endometriosi raccolta di articoli e risorse sull’endometriosi

5/5 - (1 vote)

You may also like

Chiama per appuntamento