Ginecologa Firenze non obiettore | Valentina Pontello Medica Chirurga Ginecologa Fitoterapeuta Counsellor Sessuologa clinica Consulente in sessualità tipica e atipica | Gravidanza, Ecografia ostetrica di II e III livello, Ginecologia infanzia e adolescenza, problematiche ormonali dall'infanzia all'età matura, Medicina integrativa, Endometriosi, Dolore sessuale | Esperienza lavorativa a Londra we speak English | Prenota una visita chiamando Futura 055210455 (banner verde)
Contraccezione Femminismo Fertilità

La pillola: libertà o schiavitù?

Continuiamo a parlare del bellissimo libro Gender tech di Laura Tripaldi, una lettura che mi ha appassionata. Abbiamo visto nel precedente post la storia dello speculum, oggi parliamo di pillola anticoncezionale. La pillola è stata messa a punto dall’endocrinologo Pincus negli anni 60 e ha rappresentato un cambiamento epocale. Per la prima volta si separava la sessualità dalla procreazione e questo ebbe un effetto importante a livello sociale. Spesso capitava che le donne dopo il matrimonio erano relegate alla famiglia e che smettessero di lavorare. Con l’introduzione di una contraccezione sicura le famiglie hanno potuto scegliere per la prima volta in modo sicuro quanti figli avere. Questo è stato l’inizio della vera e propria liberazione sessuale, la rivista The Economist nel 1993 definì la pillola ormonale come una delle 7 meraviglie del mondo moderno, ma ci sono vari aspetti da considerare.

Se inizialmente le femministe degli anni 70 accolsero la novità con un senso di liberazione, quando il farmaco fu usato su larga scala iniziarono a rendersi evidenti anche gli effetti collaterali e i rischi sulla salute. Purtroppo anche in questo caso, le sperimentazioni della pillola avvennero con abuso di donne razzializzate, donne portoricane, che non erano state adeguatamente informate sugli eventuali rischi, quindi senza un consenso valido. Nel gruppo test di alcune centinaia di donne ci furono molti casi di effetti collaterali e tre morti, che non vennero indagate. Nonostante questo, i ricercatori considerarono i risultati dello studio un successo.

Enovid è stata la prima pillola contraccettiva messa in commercio, in America nel 1961 ed è stata disponibile in farmacia fino al 1988. Era composta da una combinazione di mestranolo (estrogeno, 150 mcg) e noretynodrel (10 mg, un progestinico di derivazione androgenica, cioè simile al testosterone). Fu approvato per i disturbi mestruali nel 1957 e poi come contraccettivo nel 1960. Bisogna aspettare l’anno successivo affinché la prescrizione diventasse legale per tutte le donne in America, e non solo per chi era sposata. In Italia arriva nel 1971. Il dosaggio estrogenico corrispondeva a circa 10 volte le pillole attuali (150 mcg di mestranolo, che in formulazioni successive fu abbassato prima a 100 e poi a 75 mcg). Sicuramente da allora, la pillola è cambiata molto, si sono ridotti i dosaggi di estrogeni, sono stati sviluppati progestinici antiandrogeni, per un effetto curativo per esempio sull’acne, e al giorno d’oggi ci sono diverse pillole con estrogeno naturale, che rispettano di più il corpo, rispetto agli altissimi dosaggi dei primi preparati.

Gli effetti collaterali per un farmaco che si prende da sani, quindi non per una malattia, sono una preoccupazione più che legittima per tutte le donne che desiderano una contraccezione sicura. Ma vengono anche strumentalizzati in modo ideologico, quando per esempio su riviste e siti ultracattolici si paventano gli effetti di una contraccezione ormonale, invitando all’astinenza o all’uso dei metodi naturali, che è ben noto non essere egualmente efficaci. Quindi, per i pro vita & co, non bisogna usare un contraccettivo sicuro e se succede una gravidanza imprevista, non si deve abortire.

Allora la pillola è libertà o costrizione? E soprattutto, in questo dibattito dov’è l’uomo e la sua responsabilità nel gestire la propria fertilità? A marzo 2024 è uscito in Italia il libro “Eiaculate responsabilmente” di Gabrielle Blair, dove si parla appunto del fatto che la responsabilità della contraccezione viene demandata interamente alla donna, quando lei è fertile 48 ore al mese, mentre il maschio lo è h24, tutti i giorni dell’anno.

Per contro, la responsabilità (e i costi) della contraccezione dovrebbero essere una scelta condivisa. La ricerca sulla pillola contraccettiva maschile (chiamata anche “pillolo”, un po’ a presa in giro, come “mammo”) non ha dato ancora risposte pratiche e corre il rischio di incontrare opposizioni ideologiche e tabù culturali.

Ascolta il podcast di Lucrezia Bersanini “Corpi estranei” che parla della prima pillola, Enovid, in cui c’è anche un mio intervento.

Leggi Gender Tech di Laura Tripaldi e Eiaculate responsabilmente di Gabrielle Blair

5/5 - (1 vote)

You may also like

Chiama per appuntamento