Ginecologia

Menopausa: star bene e in forma

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La diagnosi di menopausa

La menopausa è quella fase in cui cessano le mestruazioni almeno per un anno e in media si verifica intorno ai 50 anni. E’ quindi una diagnosi retrospettiva, e questa incertezza crea ansietà a molte donne. Infatti, la menopausa si può verificare dopo qualche anno di cicli più o meno irregolari, più raramente interrompe cicli che prima di allora erano stati puntuali. Spesso la donna richiede visite ed esami medici, che però danno un’idea della situazione attuale, ma non permettono di fare previsioni a lungo termine (a volte il ciclo può tornare dopo diversi mesi di inattività).

La menopausa non è una condizione medica, ma è un momento fisiologico della vita, con cui tutto il genere femminile si trova ad affrontare. Per questo è importante non medicalizzarla e aiutare la donna a viverla in modo il più possibile naturale.

Qualche termine per orientarsi:

✅ premenopausa è tutto quello che avviene prima della menopausa e in genere si indicano così i cambiamenti che avvengono ai 40 anni in poi a livello ormonale e di ciclo mestruale

✅ postmenopausa è la fase della vita che si affronta dopo la menopausa, quindi un periodo lungo come aspettativa, in cui si gettano le basi per la prevenzione di varie patologie dell’anziano

✅ perimenopausa sono gli anni immediatamente precedenti e successivi alla menopausa

✅menopausa precoce è una condizione medica vera e propria, in cui il ciclo ormonale naturale cessa in modo irreversibile prima dei 40 anni per patologie mediche, o a volte senza una spiegazione evidente (“ipogonadismo ipergonadotropo” è il termine tecnico, può avvenire a età molto giovanili, addirittura anche prima della prima mestruazione)

✅menopausa anticipata è quando la menopausa avviene tra i 40 e i 50 anni (piccoli anticipi, di un anno o due sono fisiologici).

Menopausa e differenze culturali

La menopausa è ritornata ad essere una condizione fisiologica e non più un deficit ormonale da correggere per prolungare la giovinezza. Del resto, su come viene vissuta la menopausa ci sono grosse differenze culturali: ad esempio in oriente i sintomi tendono ad essere minori.

Infatti solo il 15-20% delle donne lamenta sintomi legati alla menopausa contro l’80% delle donne occidentali. Le motivazioni di questo possono essere genetiche, ma anche legate a fattori ambientali, come la dieta in soia, praticata fin dalla più giovane età (non ha la stessa efficacia iniziare più tardi). Le donne orientali sono inoltre abituate a ricorrere a rimedi alternativi (agopuntura, fitoterapia). Infine, la cultura orientale non dà una visione negativa verso la menopausa, anzi.

🐉 I cinesi dicono, infatti: a 30 anni la donna è lupa, a 40 anni è tigre, a 50 anni è drago.

Questo detto mi piace molto, perchè dice che alla donna che entra in una fase anche molto lunga della sua vita non manca niente, anzi lei è la saggia, l’esperta, colei a cui chiedere consiglio.

Sfatiamo anche il luogo comune che la menopausa venga sempre vissuta come una perdita, infatti pensiamo a quante hanno sofferto di problemi legati al ciclo mestruale abbondante o doloroso, ad esempio nel caso dell’endometriosi. Per loro la menopausa può essere vissuta come una liberazione.

Perché è passata di moda la terapia ormonale sostitutiva?

Fino a cavallo tra gli anni 90 e 2000 si riteneva che prolungare le mestruazioni con una terapia ormonale sostitutiva potesse dare dei benefici di salute. Erano usciti i dati dello studio americano Nurses’ Health Study (un grande studio di popolazione – su oltre 100.000 soggetti arruolati – sulle abitudini di vita delle infermiere, iniziato nel 1976 ), che dicevano che le donne che prendevano la TOS erano più sane e avevano meno eventi avversi di salute, ad esempio sul piano cardiovascolare.

Quando poi all’inizio degli anni 2000 uscì lo studio WHI (Women Health Initiative, iniziato nel 1990 sempre su grandi numeri) la situazione si è completamente ribaltata: la TOS era causa di aumento del rischio tumorale (soprattutto per la mammella), tromboembolico e cardiovascolare.

Si è visto poi che la verità stava un po’ nel mezzo: il WHI considerava terapie con alto dosaggio ormonale e donne troppo anziane per poterla praticare, con vari fattori di rischio preesistenti, tra cui ad esempio l’obesità, il fumo, l’ipertensione.

Al giorno d’oggi, gli esperti concordano sul fatto che la TOS può essere data con sufficiente tranquillità a basso dosaggio e solo a chi ne ha realmente bisogno (cioè un peggioramento significativo della qualità di vita per le caldane e altri disturbi), previa accurata valutazione del rischio cardiovascolare, con monitoraggio annuale della situazione senologica, e per un breve periodo (entro i 5 anni dall’inizio delle menopausa).

L’idea degli “ormoni bioidentici” tenta di riportare in voga qualcosa di ormai sorpassato: estrogeni per via transdermica e progesterone naturale per via vaginale mimano in modo più fisiologico il ciclo ormonale naturale, ma sono comunque gravati dall’aumento del rischio di tumore mammario, dovuto al prolungamento dell’esposizione ormonale. La somministrazione di precursori ormonali di origine fitoterapica, invece, non rappresentano una novità rispetto a quanto già ben noto in fitoterapia (vedi nel proseguo). Nessun aumento di rischi per la salute, invece, per chi ha un anticipo della menopausa e va solo a integrare ciò che il corpo da solo non produce.

La menopausa è ritornata ad essere una condizione fisiologica e non più un deficit ormonale da correggere per prolungare la giovinezza.

Menopausa, come cambia il corpo

Le ovaie riducono la produzione di estrogeni (che in premenopausa sono prodotti dai follicoli che si sviluppano ogni mese) e di progesterone. Non restano comunque organi inerti, infatti continuano a produrre ormoni maschili, anche se in quantità minori rispetto a prima.

I sintomi della carenza di estrogeni variano molto da donna a donna e comprendono: caldane, secchezza vaginale, difficoltà ai rapporti (dispareunia, cioè dolore), insonnia, calo del tono dell’umore. La carenza di ormoni maschili (che nel ciclo ormonale hanno un picco in coincidenza con l’ovulazione) determina un minore desiderio sessuale. Gli organi genitali risentono del calo ormonale: la vagina e la vulva nel tempo tendono a diventare più piccoli e meno vascolarizzati, soprattutto se negli anni viene interrotta l’attività sessuale. Il clitoride e l’apparato vestibolare erettile diventano meno responsivi agli stimoli.

Il metabolismo tende a rallentare per effetto dell’età, si tende a mettere su peso come grasso addominale (la famosa ciambella intorno alla vita), la pancia diventa più gonfia, cambia la forma del corpo, che prima era più a clessidra e tende a diventare più tubulare. Questi cambiamenti possono far sì che la donna si piaccia meno e si senta meno sexy, molte hanno la percezione del tempo che passa e dell’invecchiamento, in un contesto sociale dove tutti dobbiamo essere belli, performanti, giovani o comunque giovanili. Questo cambiamento del corpo ha conseguenze dal punto di vista metabolico, poiché il grasso addominale si associa all’insulino-resistenza, quindi maggiore rischio di sviluppare diabete e malattie cardiovascolari.

Menopausa: prendersi cura di sé

Il primo modo per avere cura di sé è tramite un corretto stile di vita, con esercizio fisico e alimentazione.

L’alimentazione sana è fondamentale per mantenere il peso corporeo e per ridurre il rischio tumorale. Vale sempre la regola delle 5 porzioni di frutta e verdura ogni giorno, cercando di variarne il colore (possibilmente di 5 colori). Cercare di limitare quei cibi che tendono a dare maggiori picchi di glicemia, in modo particolare i carboidrati semplici (gli zuccheri) che sono “nascosti” in molti cibi processati. La spesa energetica tende a ridursi, bisogna quindi abituarsi, fin da un’età giovane come può essere quella della donna che entra in menopausa, a ridurre le quantità e mangiare di meno. Se non sappiamo come migliorare il proprio stile alimentare o partiamo già in sovrappeso, chiediamo l’aiuto di una nutrizionista o dietista per avere un piano personalizzato.

Donne sportive tendono ad avere meno caldane e minor aumento di peso dopo la menopausa. L’esercizio ha benefici su tutta la salute: muscoli e ossa, ma non solo. Riduce il rischio cardiovascolare e quello tumorale. Non serve fare grandi faticate in palestra, ma abituarsi a muoversi tutti i giorni per almeno 30-40 minuti. Ogni tipo di esercizio va bene, purchè rispettoso dei limiti del proprio corpo. Con l’invecchiamento, l’esercizio mira anche a mantenere la corretta postura, migliorare l’equilibrio e quindi prevenire le cadute.

Ricordo anche l’importanza della ginnastica specifica per la salute del perineo. I muscoli del pavimento pelvico tendono a rilassarsi e si può verificare incontinenza urinaria da sforzo (che è quando si perde pipì tossendo). Può essere utile in questi casi fare esercizi di rinforzo del pavimento pelvico, i cosiddetti esercizi di Kegel, che migliorano un eventuale prolasso e facilitano la risposta orgasmica in entrambi i partner.

Menopausa e fitoterapia 

Il primo rimedio naturale che ricerca la donna in menopausa di solito è l’integratore fitoterapico. E’ importante ricordare che gli integratori hanno un ruolo salutistico e non curativo, e che spesso hanno un dosaggio non sufficiente a ridurre i sintomi, ad esempio le caldane. Infatti, per legge, gli integratori fitoterapici possono contenere al massimo 80mg di isoflavoni della soia, ma il dosaggio minimo per avere un’efficacia clinica è dal doppio in su. Bisogna quindi ricorrere o alla prescrizione di un medico fitoterapeuta (il farmaco vegetale galenico – cioè preparato dalla farmacia – è considerato farmaco a tutti gli effetti, con detraibilità fiscale) o al consiglio di un esperto (ginecologo, ostetrica, farmacista, erborista) che conosce bene le ditte e sa quali producono gli integratori più efficaci in questo senso (e, anche in questo caso, raddoppiare il dosaggio consigliato). 

Le sostanze che si usano di più sono: la soia, i fitoestrogeni del trifoglio rosso, la cimicifuga racemosa (che si è visto non stimolare le cellule del tessuto mammario, ed essere per questo adatta anche a chi ha un rischio oncologico per la mammella). Per gestire lo stress, ci sono rimedi fitoterapici cosiddetti adattogeni, cioè che migliorano la tolleranza allo stress, come la Rhodiola. Per il desiderio, esistono dati incoraggianti sulla Maca, un estratto di un tubero che cresce sulle Ande, che da tempo è conosciuto come rimedio per il vigore sessuale maschile, ma che non ha alcun effetto ormonale dimostrato (non aumenta il testosterone e non è un fitoestrogeno). La sua efficacia è legata al fatto che è un concentrato di vitamine. 

Menopausa e agopuntura. 

L’agopuntura è una metodica della Medicina Tradizionale Cinese, che sfrutta l’azione non solo degli aghi, ma anche di semini, carbone, fitoterapici, etc. per stimolare dei punti energetici specifici. E’ una pratica conosciuta e tramandata da migliaia di anni, che ha anche una base scientifica. E’ dimostrato che l’agopuntura aiuta ad aumentare il livello di endorfine, le molecole connesse con il benessere e con la percezione del dolore. 

L’agopuntura ha molte applicazioni in ginecologia e ostetricia, oggi parliamo di menopausa. In menopausa l’agopuntura aiuta ad avere meno caldane e dolori articolari, migliora l’umore e il sonno notturno, agendo quindi su un elemento fondamentale per il benessere della persona. 

Menopausa e mindfulness

La mindfulness è l’attenzione consapevole e intenzionale al momento attuale, al qui e ora. Si tratta di una metodica, che è stata sviluppata in America negli anni ’80 riprendendo la meditazione orientale, per adattarla al nostro contesto e evidenziandone i numerosi benefici di salute.

Si distingue una pratica formale, in cui ci si siede e si ascolta il respiro, e una pratica informale, che vuol dire prestare attenzione al qui e ora, qualsiasi cosa si stia facendo. Qui e ora è l’unico momento che ci appartiene, e imparare a starci vuol dire evitare i rimuginii, che sono rivolti a cose successe in passato o che potrebbero avvenire in futuro. Per questo la mindfulness è un utile supporto per chi soffre di stati ansiosi o depressivi, ma ha molti altri benefici di salute, documentati da studi scientifici e numerose pubblicazioni.

In menopausa la mindfulness aiuta ad avere caldane più brevi e meno fastidiose, a gestire meglio i risvegli notturni e la stanchezza diurna, a percepire meno dolori articolari e muscolari, a fare pace con un corpo che a cambia in modi che magari a noi non piacciono. La mindfulness aiuta a riconnettere corpo e mente e fa germogliare il seme del benessere, ma aiuta anche a affrontare meglio le difficoltà e le sfide della vita quotidiana, oltre a gestire le emozioni che percepiamo come negative.

Sempre con la mindfulness, possiamo avere una vita sessuale più soddisfacente, esplorando le sensazioni che il corpo ci dona, senza giudicarle e senza pensare a qualcos’altro nel mentre.

Se l’argomento ti incuriosisce, segui il canale Mindfulness Firenze, nella sezione TV trovi meditazioni di 15 minuti, adatte anche a chi non ha mai praticato.

Menopausa e sessualità

I motivi principali per cui si smette di avere rapporti possono essere lo scarso interesse sessuale, il dolore alla penetrazione, problematiche di salute di uno dei due partner, disfunzioni erettili. Però ci sono coppie che continuano l’attività sessuale magari con minore frequenza, ma che continuano a cercarsi, e mi capita di prescrivere lubrificanti anche a signore di 80 anni.

In generale, la sessualità può essere vissuta in un senso più ampio della parola, con coinvolgimento di tutto il corpo come fonte di piacere, e non soltanto i genitali. Può essere quindi molto appagante farsi un massaggio o dedicarsi una serata romantica in cui si gioca a corteggiarsi.

Quindi, un rapporto dopo la menopausa può essere un rapporto fantasioso, che coinvolge le zone erogene di tutto il corpo, in cui si ascoltano i desideri propri e del partner, richiede di essere in buona sintonia e di essere consapevoli e rispettosi di eventuali reciproche limitazioni.

Deve essere un rapporto sempre abbondantemente lubrificato e in cui ci si prende il tempo per il piacere. Alcuni tipi di lubrificanti migliorano l’esperienza sensoriale, dando una stimolazione extra ad entrambi i partner.

La risposta clitoridea Ã¨ più lenta e ci può essere bisogno di una maggiore stimolazione per raggiungere l’orgasmo, per cui ci si può aiutare con vibromassaggiatori e altri sex toys. Questi, al giorno d’oggi, non sono necessariamente falli di dimensioni improbabili, ma piccoli oggetti, che stanno nel palmo di una mano e possono essere portati in borsetta senza destare alcun sospetto sul loro reale utilizzo. In questa prospettiva, l’età non è più una limitazione, ma arricchisce il bagaglio delle esperienze sensoriali che si vivono in coppia o da soli.

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guarda la diretta Facebook con dr.ssa Giulia Cavallini psicoterapeuta e Marilina Boschetti consulente di La valigia rossa

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