Stipsi in gravidanza

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L’intestino non è solo un organo, in cui avviene l’assorbimento e la trasformazione dei cibi, ma è sede di varie funzioni, importanti per il benessere di tutto l’organismo:

  • Contiene cellule di tipo immunitario, che difendono l’organismo dall’attacco di germi e patogeni
  • Contiene cellule di tipo nervoso, talmente numerose da farlo denominare “cervello enterico”. In effetti, è spesso anche il bersaglio di sintomi e disturbi psicosomatici.
  • È sede di una ricca flora batterica, che convive con l’organismo, proteggendolo e coadiuvandolo, ad esempio nella produzione di certe vitamine. In particolare, sembra che la presenza dei germi buoni possa ridurre lo sviluppo di flora batterica dannosa, che potrebbe essere, secondo alcune teorie, in relazione alla comparsa di allergie e patologie autoimmuni.

Ma non sempre tutto “fila liscio”.

In quanto organo di contatto con l’esterno, in certe situazioni può essere soggetto a disturbi fastidiosi. Questo è particolarmente vero in gravidanza, quando, per effetto dell’ormone progesterone, la motilità intestinale si riduce e si sviluppa di conseguenza la stipsi.

La stipsi in gravidanza non è solo un inconveniente, ma può essere associata ad alcune complicanze:

  • Dolori addominali, che possono essere confusi con contrazioni uterine
  • Contrazioni  uterine
  • Contaminazione batterica anogenitale, con l’insorgenza di infezioni vaginali, che nella maggior parte dei casi sono innocue, ma talora possono essere causa di infezione intrauterina e aborto, anche in epoca gestazionale avanzata.

Per questo è importante curare la regolarità intestinale, ecco alcuni consigli:

  • Bere abbondantemente, almeno due litri di acqua al giorno. Questo favorisce una migliore idratazione anche delle feci, ed, aumentando la diuresi, facilita l’eliminazione di batteri dalla vescica, riducendo il rischio di cistiti.
  • Curare la propria alimentazione: il consumo di cinque porzioni di frutta e verdura durante il giorno aiuta non solo a diminuire il rischio di cancro, ma favorisce anche il corretto transito intestinale. Evitare il consumo di carne rossa. Mangiare il pesce almeno 3 volte la settimana.
  • Preferire i carboidrati non raffinati, ad esempio pane e pasta integrali, meglio se da agricoltura biologica.
  • Considerare l’integrazione con fibre: in particolare il glucomannano risulta essere adatto per la gravidanza. Si può trovare in commercio sotto forma di bustine, da sciogliere in abbondante acqua ed assumere 20 minuti prima del pasto, oppure in crackers, per uno dei due snack giornalieri. Il glucomannano è idoneo anche per la dieta delle pazienti affette da diabete gestazionale, in quanto modula l’assorbimento del glucosio. Un’altra fibra è lo psyllium, che però può essere causa di reazioni allergiche, e andrebbe evitata ad esempio in soggetti asmatici. Entrambi questi tipi di fibre rientrano tra le mucillagini, cioè sostanze che si gonfiano a contatto con l’acqua, creando una massa, che favorisce il transito intestinale.
  • Un altro tipo di fibra consentito in gravidanza è la fibra PHGG (Partially Hydrolyzed Guar Gum – ottenuta dall’idrolisi parziale della gomma di Guar), che non gelifica, e non interferisce con l’assorbimento di vitamine e minerali.
  • I fermenti lattici (“probiotici”) possono essere di ausilio. Esistono diverse formulazioni in commercio, il vostro medico saprà indirizzarvi verso il tipo adatto a voi.
  • Anche i prebiotici possono aiutare la corretta regolarità intestinale: si tratta di sostanze che favoriscono la crescita dei batteri “buoni”, nutrendoli. Un esempio è l’inulina, che fa parte del gruppo dei frutto-oligosaccaridi a catena corta. Esistono delle formulazioni di prebiotici associate al succo di kiwi, e prodotti composti da pre e probiotici (ad esempio inulina e fermenti lattici).
  • I lassativi osmotici (ad esempio lattulosio) possono essere assunti occasionalmente, in accordo con il parere del medico. Un nuovo prodotto, macrogol è il nome della molecola, effettua la stessa funzione, comportandosi come sostanza inerte, che trattiene l’acqua nel lume intestinale. Anche per questo farmaco, si consiglia l’uso per brevi periodi.
  • Non si possono assumere prodotti a base di erbe: senna, aloe, cascara, frangola… I lassativi antrachinonici creano una irritazione cronica dell’intestino, che danneggia le fibre nervose intestinali, favorendo la stipsi cronica da difetto di motilità. Inoltre, l’uso cronico sembra associato ad un maggior rischio di tumore del colon-retto. In gravidanza non è stabilità la sicurezza di questa classe di prodotti fitoterapici, che pertanto non devono essere usati.
  • Una supposta di glicerina o un miniclisma possono aiutare occasionalmente, ma andrebbero evitati nel lungo periodo, in quanto gli spasmi che creano possono provocare qualche contrazione.
  • Potrebbe essere consigliabile usare un detergente intimo con una base disinfettante, ad esempio alla clorexidina, da usare dopo ogni evacuazione, al fine di ridurre il rischio di contaminazione anogenitale. Consigliatevi con il medico sul prodotto più adatto a voi.
  • Infine, un moderato esercizio fisico può essere di aiuto. La sedentarietà favorisce infatti la stipsi.

Approfondimenti

Disbiosi e immunità. Prevenire e curare le alterazioni dell’equilibrio intestinale. Iantorno Rossella, Lozio Luciano, Paganelli Paolo. Editore: Tecniche Nuove, 2005. ISBN: 8848118151

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Ginecologa esperta in medicina naturale, Counsellor centrato sulla persona. Si occupa di gravidanza e di problemi ormonali.