L’esame istologico nel primo trimestre

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L’esame istologico della placenta nel primo trimestre può essere richiesto per i seguenti motivi:

  • per documentare la presenza di una gravidanza intrauterina, o meglio per escludere una gravidanza extrauterina
  • per escludere la mola vescicolare (malattia del trofoblasto gestazionale)
  • per confermare la presenza di malformazioni grossolane dell’embrione o del feto
  • per indagare possibilmente la causa di un aborto spontaneo

Purtroppo, spesso le modificazioni che si osservano dopo un aborto spontaneo sono legate all’epoca dell’interruzione della gravidanza, piuttosto che alla sua causa: solo in una minoranza dei casi l’esame istologico della placenta sarà in grado di dare informazioni precise riguardo alla causa presunta della perdita nel corso del primo trimestre.

La presenza di villi coriali idropici correla frequentemente con i casi di morte embrionale precoce (prima delle 6 settimane gestazionali), quando i villi non sono ancora ben vascolarizzati. La degenerazione dei villi assume successivamente un aspetto sclerotico (fibrosi dei villi, obliterazione vascolare) con calcificazioni della membrana basale del trofoblasto. Se l’aborto avviene dopo le 8 settimane ci possono essere un aumento dei nodi sinciziali e deposizione di materiale fibrinoide perivilloso.

Villi marcatamente idropici, con segni di attiva proliferazione del trofoblasto fanno pensare ad una gravidanza molare.

La presenza di invaginazioni ed edema dei villi (=irregolarità del contorno dei villi), o di pseudoinclusioni nel trofoblasto può correlare con la possibilità di anomalie cromosomiche. La trisomia 21 non si accompagna solitamente ad alterazioni placentari caratteristiche. Altre trisomie possono associarsi a cellule giganti del citotrofoblasto.

La necrosi marcata, e la mancanza della fisiologica conversione delle arterie spirali fanno pensare alla presenza di una patologia materna di base, ad esempio trombofilia: le arterie spirali sono piccole, con persistenza della tunica muscolare (che normalmente viene invasa e sostituita dal trofoblasto).

Può coesistere la presenza di un infiltrato di cellule infiammatorie: cellule mononucleate (=istiociti) nello spazio intervilloso (“intervillosite”), un dato che può associarsi alla morte embrionale o fetale anche in epoche successive di gravidanza.

Nota:

Nel caso di aborto ricorrente, può essere utile associare l’esame citogenetico, cioè inviare materiale a fresco per l’esame del cariotipo.

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Ginecologa esperta in medicina naturale, Counsellor centrato sulla persona. Si occupa di gravidanza e di problemi ormonali.