Per un corretto uso delle tabelle di crescita fetale

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Le tabelle di crescita fetali vengono spesso consultate da genitori in ansia, se l’esito dell’ecografia è stato di una crescita che devia dalla linea del 50° percentile, cioè dalla media. Può essere una crescita ridotta oppure una crescita accelerata, in ogni caso qualsiasi risultato inatteso può creare ansia o addirittura panico. Questo è normale, visto che il legame che si crea tra i genitori ed il figlio che arriverà è di un amore intenso ed assoluto. Per questo ogni minimo dubbio è in grado di generare l’angoscia più totale.

Se c’è un dubbio sulla crescita del bambino, la prima cosa da fare è consultare l’esito del referto ecografico che vi è stato consegnato. In fondo all’ecografia, sotto la voce “commenti” o “conclusioni” è riportato l’esito che l’ecografista dà in relazione alla biometria ed alla velocità di accrescimento, che sono due concetti diversi. Infatti la biometria si riferisce alle misure in assoluto, ed è quella che ha meno valore, mentre la velocità di accrescimento deriva dal confronto rispetto a tutti i referti di precedenti ecografie. Quindi il bambino potrebbe essere nella media, ma con crescita rallentata o accelerata a seconda del risultato del precedente esame.

Ad esempio:

  • biometria nei limiti per l’epoca di amenorrea, con velocità di accrescimento regolare rispetto ai controlli precedenti: vuol dire tutto ok
  • biometria ai limiti inferiori o superiori, con velocità di accrescimento regolare rispetto ai controlli precedenti. Il bambino può essere piccolo o grande, ma lo è sempre stato, cioè è nella sua costituzione, ed è comunque un risultato normale
  • biometria addominale inferiore al 5° percentile, con velocità di accrescimento rallentata rispetto ai precedenti controlli: si tratta di ritardo di crescita
  • biometria addominale oltre il 95° centile, con velocità di accrescimento accelerata rispetto ai precedenti controlli: si tratta di eccesso di crescita

Ad ogni modo, se si tratta di una situazione tranquilla e solo da tenere sotto controllo, l’ecografista invierà ad una ulteriore ecografia di controllo a distanza di 2-4 settimane. Se invece c’è il sospetto di una patologia, sarà esplicitato il sospetto diagnostico nel referto, e la paziente verrà inviata ad ecografia di secondo livello.

Ad esempio:

  • biometria addominale inferiore al 5° percentile, con velocità di accrescimento rallentata rispetto al precedente controllo. Si richiede ecografia di secondo livello per sospetto ritardo di crescita fetale.

La cosa importante è che quando si esce dalla stanza dell’ecografista si abbia ben chiaro il risultato dell’ecografia. Chiedete ogni tipo di spiegazioni prima di uscire, perché poi guardando da soli su internet si fa solo confusione e si genera un’ansia ancora più incontenibile.

Consultare le tabelle di crescita non aiuta in questo, per vari motivi. Il primo è che le tabelle di crescita che il vostro ecografista usa, potrebbero essere diverse da quelle che trovate in rete. Ogni centro ecografico ha i suoi riferimenti, e usa quelle tabelle che meglio si adattano alla popolazione in esame. Infatti, alcune tabelle sono derivanti da dati relativi a popolazioni anglosassoni, che sono di costituzione più robusta della nostra. Gli studi poi derivano da osservazioni trasversali, e non longitudinali. Cioè si prendono ad esempio 100 feti di ogni epoca gestazionale e si calcolano le medie e le deviazioni standard, mentre sarebbe più accurata una valutazione ad esempio di 1000 feti esaminati a tutte le epoche gestazionali (ma è ovvio che questo non è possibile farlo). Questo fa sì che alcuni aggiustamenti nella traiettoria di crescita, soprattutto passando tra la prima metà e la seconda metà della gravidanza, possano essere normali anche in feti sani. Infatti nella prima metà della gravidanza tutti i bambini hanno misure molto simili, mentre nel proseguo della gestazione tendono ad avere misure che si differenziano in relazione a costituzione genetica ed a nutrizione materna.

Bisogna infine ricordare che esiste una variabilità nelle misurazioni, tra diversi operatori e anche nello stesso operatore. Infatti, si misura un bersaglio in movimento (spesso non collaborante), e se si eseguissero 10 misure di uno stesso parametro, verrebbero fuori 10 valori diversi. Per questo il singolo valore, riportato sull’eco, non deve essere inteso in modo granitico. Lo stesso ecografista lo interpreta con un certo grado di aggiustamento, che deriva dalla sua esperienza.

Un altro motivo per cui le tabelle non sono molto utili è che riportano il 5°, il 50° ed il 95° percentile, ma non quelli intermedi, che sono poi quelli più frequenti. Il vostro ecografista non usa le tabelle di crescita, ma le curve relative, che sono inserite in un apposito software, che serve per rilasciare il referto. I programmi più usati per questo scopo sono Viewpoint e Astraia, che costano alcune migliaia di euro. Quindi, se si volesse valutare la crescita del bambino, sarebbe più accurato riportare le misure sulle curve, piuttosto che consultare le tabelle.

Infine, i parametri della crescita risentono della datazione nel primo trimestre. Se è stata fatta una valutazione non precisa in questa sede, ovviamente ne risentiranno anche tutte le ecografie successive, che potrebbero ipotizzare una costituzione piccola o grande per un bambino, che in realtà cresce nella media.

In conclusione, se ci sono dei dubbi sulla crescita del vostro bambino, piuttosto che consultare le tabelle, rivolgetevi all’ecografista che ha fatto l’esame o chiedete spiegazioni al vostro medico. Da soli davanti ad uno schermo rischiate solo di spaventarvi ancora di più.

Per un corretto uso delle tabelle di crescita fetale
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Ginecologa esperta in medicina naturale, Counsellor centrato sulla persona. Si occupa di gravidanza e di problemi ormonali.