• La gravidanza dopo l’infertilità

    Pubblicato il 6 luglio 2011 da Valentina Pontello in Patologia della gravidanza.

    Le gravidanze da fecondazione assistita vengono comunemente definite “gravidanze preziose”. Questo termine non mi trova d’accordo, in quanto tutte le gravidanze sono preziose, per questo propongo di cambiare il “preziose” in “delicate”.

    Delicate perché chi si sottopone ad un percorso di fecondazione assistita lo fa con un notevole dispendio di energie, sottoponendosi allo stress di eseguire esami intimi e, soprattutto per la donna, invasivi.

    Ottenere la gravidanza, quindi, diventa un grande successo, ma è solo l’inizio di un percorso, che deve portare al vero obiettivo da raggiungere, cioè il bambino in braccio, parametro su cui si dovrebbe misurare l’efficacia di un percorso di fecondazione assistita.

    La gravidanza dopo un periodo di infertilità deve quindi essere seguita con una cura particolare, soprattutto perché può essere associata a maggior rischio di patologia ostetrica, anche quando insorta spontaneamente.

    I motivi non sono del tutto noti.

    La donna che si sottopone a fecondazione assistita ha un’età generalmente più alta rispetto all’età media alla prima gravidanza (che si assesta intorno ai 28 anni). L’età materna oltre i 35 anni condiziona il rischio di diabete, ipertensione gravidica, gestosi, aborto e perdita della gravidanza.

    L’essere primipara (cioè alla prima gravidanza) è un fattore di rischio di mal adattamento circolatorio, che può esitare in ritardo di crescita, gestosi, ipertensione indotta dalla gravidanza.

    Le tecniche di fecondazione assistita o induzione dell’ovulazione possono portare a gravidanze multiple, e sappiamo che le gemellari hanno maggiori rischi ostetrici, per diabete, gestosi, perdita di un gemello (soprattutto nelle prime settimane), e parto pretermine.

    Alcune cause di infertilità, come ad esempio l’endometriosi e la sindrome dell’ovaio policistico, se non trattate, si associano di per sé ad un aumentato rischio di aborto.

    La paziente che si sottopone a fecondazione assistita dopo una storia di poliabortività può avere un maggior rischio di gestosi.

    L’ovodonazione potrebbe in teoria essere un fattore che condiziona un difetto di placentazione, in quanto l’embrione, normalmente “estraneo” dal punto di vista immunitario al 50% (la quota del patrimonio genetico paterno), lo diventa per il 100%. In realtà è stato visto che gravidanze da ovodonazione non presentano di per sè maggior rischio di gestosi, quando il dato viene corretto per l’età materna.

     

    I dati di letteratura indicano che le gravidanze dopo infertilità, anche correggendo per i fattori di confondimento sopra elencati, richiedono un’attenzione particolare.

     

    Pertanto cosa fare in una gravidanza insorta in una donna precedentemente infertile?

    • Sicuramente avere una cura in più, ad esempio proponendo un test di screening per la gestosi nel primo trimestre, che presto sarà disponibile nei nostri ospedali.
    • La flussimetria delle arterie uterine a 20-24 settimane può essere utile per identificare i casi a maggior rischio di gestosi.
    • Consigliare un monitoraggio domiciliare della pressione arteriosa, soprattutto a partire dalle 20 settimane (possono bastare 2-3 volte la settimana nei casi di pressione regolare, più spesso nelle ipertese).
    • La curva glicemica da 75 g di glucosio, da eseguire a 24-28 settimane, aiuta ad escludere un’eventuale diabete gestazionale. In casi a rischio (ad esempio sovrappeso materno) può essere utile impostare un programma alimentare corretto fin dall’inizio della gravidanza, con la collaborazione di un’esperta nutrizionista.
    • Controlli ecografici della crescita completi di flussimetria feto-placentare nei casi in cui si sospetti un rallentato accrescimento.

    In caso di anomalie del decorso della gravidanza (diabete, gestosi, etc.), la paziente andrebbe inviata prontamente presso un centro ospedaliero di riferimento per la medicina prenatale e la patologia ostetrica, dove possa essere seguita in modo dedicato.

    La gravidanza dopo l’infertilità
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    Ginecologa esperta in medicina naturale, Counsellor centrato sulla persona. Si occupa di gravidanza e di problemi ormonali.