• Si può mangiare cioccolato in gravidanza?

    Pubblicato il 4 aprile 2016 da Valentina Pontello in Gravidanza fisiologica.

    Per me la cioccolata è un momento dolce, una coccola che mi fa dimenticare tutte (o quasi) le negatività della giornata. Spesso le mie pancine mi chiedono se si può mangiare cioccolata in gravidanza, a volte con un velato senso di colpa (sanno bene quanto sia importante una corretta alimentazione per evitare rischi al bambino).

    Ma si può davvero o è un imperdonabile strappo alla regola?

    cioccolata in gravidanza

    Il cacao (Theobroma cacao) è una pianta originaria del sud America, ma coltivata anche in Africa (il primo produttore mondiale) e in India. Il frutto contiene i semi, che una volta fermentati, essiccati e tostati, diventano la materia prima del cacao.

    Esistono diverse varietà di cacao: il forastero è quello che si trova comunemente nei supermercati, il criollo è la varietà più pregiata e costosa, infine il trinitario è un ibrido dei primi due.

    Le tavolette di cioccolato indicano la percentuale di cacao nel prodotto finito, mentre il resto è in prevalenza zucchero. Gli altri ingredienti (latte, oli, lecitina come emulsionante, aromi, etc.) sono riportati in etichetta in ordine di quantità decrescente, cioè gli ultimi sono presenti in quantità minori rispetto ai primi. Il cioccolato bianco contiene solo la parte grassa del cacao (“burro di cacao”) e quindi non ne condivide la composizione né i benefici.

    Il cioccolato più simile al prodotto originale è il fondente con almeno il 70% di cacao, ed è questo di cui parliamo quando ne decantiamo le molte virtù:

    • contiene le metilxantine theobromina e caffeina, eccitanti, che favoriscono il senso di attenzione e la memoria, hanno un effetto antiastenico, contrastano cioè il senso di stanchezza
    • contiene polifenoli, con effetto antiossidante e quindi potenzialmente di protezione cardiovascolare e metabolica
    • antidepressivo, contiene triptofano e aumenta la produzione di serotonina
    • contiene anandamide, una sostanza correlata agli endocannabinoidi endogeni, con funzione analgesica e che dà appagamento (per questo motivo forse viene ricercato soprattutto in fase mestruale o premestruale)
    • contiene acidi grassi saturi e insaturi
    • migliora l’appetito

    In pratica, il cioccolato è un alimento molto adatto a sportivi, studenti, convalescenti e durante la ricerca di una gravidanza per il suo effetto energizzante, sia nell’uomo sia nelle donna (del resto è ampiamente popolare per le sue virtù afrodisiache). Non è invece adatto a chi soffre di colite, perché può peggiorare i dolori intestinali.

    E in gravidanza?

    Uno studio del 2012, condotto da colleghi dell’Università di Perugia, afferma che un consumo moderato di cioccolato fondente (30g al giorno) durante la gravidanza può avere effetti benefici sulla pressione arteriosa, senza compromettere il controllo del peso o i valori ematici di colesterolo.

    Altri ricercatori hanno condotto un’analisi sistematica degli studi pubblicati: sebbene esistano alcuni dati in favore di un possibile rischio ridotto di pre-eclampsia in donne che assumono cioccolato, le evidenze non sono sufficientemente forti per raccomandarne l’uso a scopo preventivo (ma non è comunque controindicato).

    Sempre i nostri amici perugini, in un articolo più recente, evidenziano che è molto importante differenziare i tipi di cacao, quando si parla di effetti sulla salute. Alcuni tipi non sono sicuramente salutari, come quelli addizionati di molto zucchero e altre sostanze grasse, mentre altri possono avere un ruolo di tipo salutare e nutraceutico.

    In conclusione, il cioccolato consentito in gravidanza è quello “vero”, cioè fondente 70%, mentre non sono consentiti snack, cioccolatini e tutti quei prodotti industriali che del cioccolato hanno solo l’odore, come creme alla nocciola e barrette per bambini.

    Inoltre è bene far rientrare il cioccolato nel calcolo della caffeina assunta giornalmente (fino a 80 mg per 100g di cioccolato fondente 70-85%), una sostanza eccitante che il feto non è in grado di metabolizzare. Questo vuol dire che se la gestante già assume più di 2-3 caffè al giorno, la quantità di caffeina assunta con la cioccolata può determinare un eccesso, con ripercussioni negative sul feto.

    Il cioccolato può essere un fine pasto o far parte dello spuntino, magari con un po’ di pane. Non è consigliabile mangiucchiarne in continuazione durante la giornata, perché questo può compromettere il normale andamento delle glicemie, che è tanto importante per il benessere e la crescita del feto.

    In caso di sovrappeso è importante chiedere alla dietista se il piano alimentare può consentire questo alimento, se sì in che misura. Infatti, come già detto, le tavolette di cioccolato sono costituite per una parte importante del loro peso da zucchero e grassi e in ogni caso hanno un alto contenuto calorico.

     

    Bibliografia

    Potential effects of chocolate on human pregnancy: a randomized controlled trial. Di Renzo GC1, Brillo E, Romanelli M, Porcaro G, Capanna F, Kanninen TT, Gerli S, Clerici G. J Matern Fetal Neonatal Med. 2012 Oct;25(10):1860-7.
    Consumption of chocolate in pregnant women and risk of preeclampsia: a systematic review. Mogollon JA, Boivin C, Philippe K, Turcotte S, Lemieux S, Blanchet C, Bujold E, Dodin S1. Syst Rev. 2013 Dec 20;2:114.
    Chocolate and Other Cocoa Products: Effects on Human Reproduction and Pregnancy. Brillo E1, Di Renzo GC1. J Agric Food Chem. 2015 Nov 18;63(45):9927-35.

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    Ginecologa esperta in medicina naturale, Counsellor centrato sulla persona. Si occupa di gravidanza e di problemi ormonali.