• Poliabortività: aspirinetta inutile in preconcezionale

    Pubblicato il 22 maggio 2014 da Valentina Pontello in Patologia della gravidanza.

    Un recente studio pubblicato sull’autorevole rivista Lancet evidenzia che la somministrazione di aspirinetta prima della gravidanza non riduce la probabilità di un nuovo aborto.

    aspirinaLa poliabortività è quella condizione in cui si verificano tre o più aborti precoci (entro le 10 settimane). Tuttavia, si pensa che già a partire dal secondo aborto sia opportuno effettuare degli approfondimenti diagnostici, in modo da rimuovere eventuali cause modificabili.

    Come già discusso, le cause di poliabortività sono molteplici, tra queste figurano: alterazioni ormonali (come distiroidismi, iperandrogenismo con insulino-resistenza, deficit di progesterone), malformazioni uterine, anomalie cromosomiche (che contano più della metà dei casi di aborti precoci, oltre il 70% dopo i 40 anni), e infine lo stato trombofilico, cioè quella situazione in cui il sangue tende a coagulare in eccesso.

    Tra gli accertamenti per la poliabortività, infatti, troviamo esami specifici per la valutazione della corretta funzionalità del sistema immunitario (ad esempio i test per la celiachia) e soprattutto esami che riguardano la trombofilia congenita (cioè su base genetica) e acquisita (come gli anticorpi antilupus).

    Nell’interpretazione di questi esami bisogna però essere cauti: le trombofilie sono molto comuni nella popolazione generale (ad esempio il 4-5% di tutte le persone è fattore V Leiden positivo, e fino al 15-20% risulta positivo in eterozigosi al gene MTHFR – metilentetraidrofolatoreduttasi- un fattore correlato al metabolismo dell’acido folico).

    È quindi possibile che, anche se emerge un fattore di trombofilia questo non sia direttamente correlato con la poliabortività, soprattutto se gli aborti si sono verificati nelle prime 10 settimane di gravidanza e in donne oltre i 35 anni di età.

    Infatti, nelle prime 8-9 settimane l’embrione si impianta sulla mucosa uterina e crea intorno a sé un ambiente a basso contenuto di ossigeno, utile per ridurre il rischio di stress ossidativo. In questa fase, quindi, la trombofilia difficilmente riesce a incidere negativamente sul corretto andamento della gestazione.

    Per questo non sembra aver alcun razionale la somministrazione di aspirinetta in fase preconcezionale, e un recente studio (randomizzato e a doppio cieco, cioè con massimo rigore scientifico) su oltre 1000 donne con uno o due aborti precoci lo conferma.

    Nei casi di trombofilia confermata, l’aspirinetta e/o la terapia anticoagulante possono essere iniziate dopo le 6-7 settimane di gestazione (cioè dopo aver visualizzato il battito embrionale, a conferma dell’inizio della circolazione ematica placentare), ad eccezione dei casi di trombofilia congenita, che richiedono l’inizio immediato a test di gravidanza positivo.

    I protocolli terapeutici possono comunque variare a seconda del centro di riferimento, ed è sempre bene attenersi al parere del proprio medico prima di iniziare terapie con scarso supporto scientifico.

     

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    Riferimenti

    Preconception low-dose aspirin and pregnancy outcomes: results from the EAGeR randomised trial. Schisterman et al. Lancet. 2014 Apr 1. pii: S0140-6736(14)60157-4. doi: 10.1016/S0140-6736(14)60157-4

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    Ginecologa esperta in medicina naturale, Counsellor centrato sulla persona. Si occupa di gravidanza e di problemi ormonali.